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Benvenuti nel sito del Vicariato d'Italia della Holy Celtic Church, una giurisdizione autocefala vetero-cattolica e ortodossa occidentale. Siamo una giurisdizione membro della Gilda dei Santi Apostoli (Guild of the Holy Apostles) e siamo informalmente collegati con diverse altre chiese del Movimento Sacramentale Indipendente (Independent Sacramental Movement) attraverso l'adesione di vari ordini e associazioni. Il Vescovo Presiedente è Sua Eccellenza Reverendissima Dom Alistair Bate OSBA, MA Div., che è cresciuto in Irlanda e ha avuto interesse per tutta la vita verso la spiritualità celtica. Ora residente presso il Referato San Gallo in Svizzera, Dom Alistair ha insegnato spiritualità celtica e inglese, teologia, nonché trasmette iniziazioni nella tradizione bardica da molti anni. 
In Italia la Chiesa è presente dall'aprile del 2014, rappresentata da un Vescovo, Monsignor Angelo Casali, sempre in stretto contatto con Dom Alistair e con il Sinodo dei Vescovi della Holy Celtic Church. Dal 1 maggio 2015 la nostra realtà ecclesiale ha assunto il nome di "Vicariato d'Italia della Holy Celtic Church".

Così che cosa è il cristianesimo celtico? E' forse più facile dire ciò che non è. Non è il proto-protestantesimo come alcune comunità neo-celtiche vorrebbero farci credere; né è il cattolicesimo romano, come ora sappiamo, perché nei giorni dei grandi santi celtici il vescovo di Roma era solo primus inter pares e Patriarca d'Occidente, e non era certo considerato infallibile. Né può il cristianesimo celtico essere equiparato con l'Ortodossia orientale sul modello di Costantinopoli o anche di Alessandria, perché nonostante la sue leggere variazioni di utilizzo, è certamente un prodotto della Chiesa occidentale, come dice San Patrizio stesso: "La Chiesa irlandese, che è infatti quella dei Romani, se volete essere cristiani, allora siate come i romani. ... "(Dicta 3). Il vero cristianesimo celtico è meglio descritto poi come Cattolico, Apostolico e Ortodosso, perché conserva la successione apostolica, onora e accetta gli insegnamenti dei Concili Ecumenici e raggiunse la sua forma pienamente sviluppata nel primo millennio, prima della rottura di Roma con l'Ortodossia e gli antichi Patriarcati d'Oriente.

Mentre alcune forme di spiritualità celtica sono molto iberno-centriche, la Santa Chiesa Celtica getta le reti della Celticità in lungo e in largo, non solo in tutte le terre celtiche ancestrali ma onoriamo anche i santi e il patrimonio storico inglese.

Proprio come il cristianesimo nel suo complesso è una sintesi del primo giudaismo, delle religioni misteriche e delle filosofie dell'antico Medio Oriente, così la spiritualità celtica è una sintesi della dottrina cattolica ortodossa standard e della prassi liturgica; la spiritualità dei Padri del deserto d'Egitto e le tradizioni spirituali basate sulla creazione dei popoli indigeni dell'Europa nord-occidentale. E' questa miscela di ortodossia, ortoprassi, monastica e spiritualità basata sulla creazione, che tiene conto della sua longevità e rinnovato fascino.

Come diceva Sant'Agostino di Ippona: "Cio' che si chiama religione cristiana esisteva tra gli antichi, e mai non è esistita, fin dall'inizio del genere umano fino a quando Cristo è venuto nella carne, momento nel quale la vera religione, che già esisteva, cominciò ad essere chiamata cristianesimo", così San Columba, proveniente da una nobile famiglia dalla ricca tradizione druidica, ha potuto esclamare con convinzione: "Cristo è il mio Druido". 

Nel medioevo le vecchie forme di monachesimo celtico diedero vita alle norme nella chiesa occidentale, come comunità convertite alle regole agostiniane o benedettine, ma la vecchia conoscenza celtica del "libro della natura" sopravvisse, come scrisse san Bernardo di Chiaravalle: "Quello che so della scienza divina e della Sacra Scrittura, l'ho imparato nei boschi e nei campi."

Alcuni aspetti della Spiritualità Celtica

- Amore per la natura e passione per il selvaggio ed elementare come ricordo del dono di Dio;
- Amore e rispetto per l'arte e la poesia;
- Amore e rispetto per le grandi storie e l'istruzione superiore;
- Senso di Dio e dei santi come una presenza continua, personale e disponibile;
- Teologicamente ortodosso, con particolare enfasi sulla Trinità, amore e rispetto verso Maria Santissima, l'Incarnazione di Cristo e la Divina Liturgia;
- Confini sottili tra sacro e profano;
- Struttura della Chiesa unica: in origine non vi erano città, ma soli insediamenti nomadi, quindi la chiesa era più monastica anziché diocesana, con conseguenti regole e liturgie del tutto indipendenti;
- L'Irlanda era molto isolata; era difficile imporre l'autorità centrale di Roma in essa;
- Molto influenzata dal monachesimo medio-orientale e copto;
- I monasteri erano spesso grandi villaggi teocratici spesso associati ad un clan con gli stessi legami di parentela: schiavi, uomini liberi, monaci celibi e monache, clero sposato e laici vivevano fianco a fianco;
- Mentre alcuni monasteri erano in luoghi isolati, molti di più sono stati al crocevia dei territori provinciali;
- Le donne avevano più parità nel diritto irlandese antico, così le Abbadesse e le altre suore spesso hanno avuto voce in capitolo nell'amministrazione della chiesa;
- Si è sviluppata l'idea di avere un "amico dell'anima" (anamchara) per aiutare nella direzione spirituale;
- Hanno inventato la confessione personale auricolare;
- Cultura basata sulla tradizione orale; la maggior parte delle persone erano analfabeti, ma avevano grandi capacità di memorizzazione. Essi amavano ascoltare grandi storie;
- Senso di vicinanza e di immanenza tra il naturale e il soprannaturale;
- Mandato per l'ospitalità;
- Enfasi sui legami familiari e di parentela.

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